10 agosto, salita e velocità
Ben trovati.
Ancora in bici, con Mattia, per un nuovo, almeno per metà, giro sui monti.

Cerchiamo qualcosa di non eccessivamente impegnativo e lo troviamo: un giro attorno al Passo Cereda. Partenza da Feltre, poi San Gregorio nelle Alpi, Mis, poi su fino su a Tiser, con fontana dall’acqua con proprietà di togliere la sete, e fino a qui pezzo già fatto; poi ad un bivio si va a sinistra verso Gosaldo (località di cui conservo ancora un grande ricordo, un fine settimana autunnale in una casa parrocchiale in compagnia di buoni amici ) e su al Passo Cereda.
Salitina non facile, ovviamente, dopo la parte che sale dal Mis; anche se a vedere The Locomotor Mattia non parrebbe, dato che va con un passo più spedito del mio (anche se oggi non sono stato così lento). Da notare che lungo il Mis il livello dell’acqua è sceso e ciò produce un odore, specie nella parte più a nord, non propriamente piacevole.

In un tornante vedo un ragazzo seduto vicino alla sua bici e gli chiedo se va tutto bene; mi risponde “tutto a posto” e poi aggiunge “grazie”. Poco più avanti mi supera con la sua gravel e, mi piace pensarlo, mi incoraggia dicendomi che tra poco si spiana, una sorta di ringraziamento a quell’offerto di aiuto di poco prima… Giunti in cima al passo puntiamo ad un caffè ma mentre raggiungiamo il cartello del Passo Cereda per la foto di rito, ci incrociamo con un motociclista appena arrivato e scambiamo due chiacchiere; si chiama come me e in breve ci racconta molto della sua vita.
Lo coinvolgiamo in un selfie e lo salutiamo per non prendere freddo aperta (sembra strano dirlo); il caffè lo spostiamo a Fiera di primiero.
Per “rassicurare” la mamma propongo a Mattia un video in discesa punto e ovviamente è d’accordo. il piano prevede: partenza mia e dopo cinque minuti partenza di Mattia; scelta del punto di ripresa; registrazione e invio del filmato.
Sappiamo già che ce ne sono alcuni rettilinei che offrono una buona pendenza e quindi una buona velocità. Scendo perciò pennellando i primi tornanti che si rincontrano subito dopo il passo e trovo un primo rettilinea; potrebbe essere buono ma ne cerco un altro e ne trovo uno piuttosto lungo. Potrebbe andar bene.
So di non avere molto tempo ma guardo il mio Garmin e leggo più di 80 km orari: Wow! Eh no, mi dico, questo me lo gusto. E giù a tutta!
Ne trovo un altro, un rettifilo che segue due tornanti; mi sembra buono perciò mi fermo.Traffico assente. Appoggio la bici e attraverso la strada, mi metto in posizione e attendo. Mi accorgo che tra i due tornanti c’è un tratto di cui ho piena visibilità: posso prepararmi appena vedo chi sta per arrivare.
Faccio anche una prova e mi metto in posizione di sparo. Ecco la maglia rossa di Mattia, compare, scompare. ricompare: avvio la registrazione e filmo il passaggio, come potete vedere:
Mattia mi dirà poi che la velocità in quel punto era di poco superiore ai 60 km orari: non moltissimo ma, come potete sentire, Mattia sfreccia con un sibilo che mette i brividi. In effetti si è appoggiati su un paio di centimetri quadrati.
Completiamo entrambi la discesa, che si fa via via più lenta a causa di curve e tornanti, e raggiungiamo Tonadico. lo superiamo e arriviamo a Fiera di Primiero, un tempo meta delle delle vacanze degli anziani organizzate dai comuni.

Nella piazzetta parcheggiammo su un portabici dedicato e ci gustiamo un buon caffè sotto un ombrellone e ci raccontiamo la discesa guardando il filmato e quali velocità si siano raggiunte; piuttosto alte: a giro concluso sarà record per entrambi: 84,9 e 89,5 chilometri orari rispettivamente i miei e di Mattia. Niente male!
Da Fiera di Primiero ripartiamo in direzione Feltre; circa 25 km da fare praticamente tutti in discesa, per quanto lieve, vero, perciò in relativo relax. Vista l’ora, le 15:00, il traffico è ridotto; affrontiamo velocemente le gallerie con le luci posteriori accese ed in breve raggiungiamo Feltre passando per Fonzaso. Arriviamo al parcheggio ma e me mancano 2 km per superare i 100, che Mattia invece ha raggiunto: vuoi non arrotondare? Così mi gusto un su e giù per Feltre vecchia concludendo in tripla cifra presso l’auto.
Fortuna vuole che l’auto sia finita all’ombra; una leggera brezza fresca ci accompagna durante le operazioni di vestizione e sistemazione delle bici. Si sta veramente bene.
Partiamo per un passaggio a Lamon, visita parenti, da dove poi con calma si rientra a casa.
Grande soddisfazione anche oggi sia per il centone raggiunto su di un bel tracciato sia per le velocità raggiunte.
Alla prossima!










Passo Cereda
Che questo giro sia “non eccessivamente impegnativo” è una affermazione che fa a pugni con i miei ricordi di giovinezza. E’ vero che i tempi sono anche cambiati e, con essi, “i mezzi” cioè le bici, così come le strade, ma alla fine, salite, dislivelli, e discese sono rimaste tali e anche… i chilometri. Non lo so, ma “una volta” anche farlo in auto quel giro era “un signor giro”. Non resta che concludere questo ragionamento con una considerazione: sono cambiati gli esseri umani! E’ pur vero che molti tratti di quel percorso una volta non erano asfaltati ossia erano con il fondo di “strada bianca”. Con gli occhi di oggi, devo pure dire che le vecchie strade sterrate emanavano un certo fascino misterioso. La strada bianca sembrava racchiudere in sé le infinite segrete storie di quelli che l’avevano percorsa prima di noi. E poi lasciava comunque sempre il suo segno, la sua firma, fatta di polvere impalpabile o, se pioveva, di croste poi dure come cemento. Ma questo certo non ha a che fare con il ciclismo vero e proprio di oggi.
Alcuni tratti del vostro percorso mi ricordano tuttavia luoghi che all’epoca mi apparivano strani e pieni di solitudine. Incutevano quasi timore : era la valle del Mis, quando ancora non c’era lo sbarramento, il luogo più misterioso, con le sue diramazioni intricate e selvagge, disabitate se non da bracconieri che non vedevano di buon occhio chi metteva piede in quei dirupi solitari e cupi.
Ma alla fine certamente un bel giro! E poi la salita ai 1000 m. di Gosaldo e, su ancora, a P.sso Cereda non è mica poco! Anche se nel farla magari si pensa già alla gustosa discesa su Fiera di Primiero…
Una bella lunga discesa ! Ne ricordo ancora oggi il suo aspetto, metro su metro, per il fatto di averla percorsa tutta, però in salita, da Fiera di Primiero a Gosaldo, di ritorno dal Rosetta, zaino in spalla….a piedi.
Che lunga, interminabile, si camminava senza più pensare a nulla, quanta polvere!
Ovviamente, in bici deve essere stata per voi una vera goduria!
Mi fa molto piacere condividere un pezzo di strada con te, per quanto distante temporalmente.
La strada bianca ha un suo fascino, in Toscana ne hanno fatto un percorso per i Professionisti, e non mi dispiacerebbe fare dei giri sul brecciolino e vedere poi la polvere sulla bici. Sono un po’ cambiati i mezzi ed i nostri sono specializzati per la strada e questo è un limite: probabili forature fanno scegliere percorsi asfaltati. Oggi ci sono le Gravel , che consentono di andare praticamente ma il nostro parco mezzi non e così ampio.