Sella Chianzutan

26 aprile 2026

Non contenti della prima uscita importante eccoci “pronti” per la seconda.

Stavolta si va in Friuli: partenza da Spilimbergo per arrivare alla Sella Chianzutan e tornare.

Un centone che non pare troppo difficile. Lo studio di fattibilità è approvato con una certa tranquillità.

Partenza da casa intorno alle 9 e mezza, un’oretta di strada e siamo pronti per pedalare.

Andiamo subito alla ricerca di un bar per un caffè che dia l’energia per togliere le ultime tracce di sonno: lo troveremo un bel po’ avanti, dopo aver scaldato le gambe grazie ad alcuni strappetti “mangia e bevi” (si legge stringi e pedala).

Passiamo su strade che in parte abbiamo già solcato; curiosamente, sono quelle in cui Mattia rimase senza batteria sul cambio e mi costrinse a stare davanti per un bel po’… (link) solo che stavolta sono io a partire con il brivido. Ma il mio SRAM ha una doppia batteria uguale sia davanti sia dietro perciò posso gestire l’uso dei rapporti con una certa sicurezza. Ad un certo punto le scambierò per scrupolo, ma arriverò con una buona dose di carica residua (della serie consigli utili per l’acquisto).

Andiamo subito alla ricerca di un bar per un caffè che dia l’energia per togliere le ultime tracce di sonno: lo troveremo un bel po’ avanti, dopo aver scaldato le gambe grazie ad alcuni strappetti “mangia e bevi” (si legge stringi e pedala).

Passiamo su strade che in parte abbiamo già solcato; curiosamente, sono quelle in cui Mattia rimase senza batteria sul cambio e mi costrinse a stare davanti per un bel po’… (link) solo che stavolta sono io a partire con il brivido. Ma il mio SRAM ha una doppia batteria uguale sia davanti sia dietro perciò posso gestire l’uso dei rapporti con una certa sicurezza. Ad un certo punto sposto le scambierò per scrupolo, ma arriverò con una buona dose di carica residua.

Per la sosta ci fermiamo tra Valeriano e Pinzano al Tagliamento. Bel posto e buon caffè. La giornata è bella e la temperatura ideale, 20-22° all’inizio per poi stabilizzarsi sulla media di 29° con un massimo di 35°, come mi informa il mio 530.

Pedaliamo con relativa tranquillità; superfluo dire che i passi sono diversi, Mattia è molto più lento. Perciò spesso lo devo aspettare… (Com’è venuta? State ridendo?).

La strada non è mai proprio piana, c’è sempre qualche salitina dopo una curva, dopo un rettilineo; dal 30° km si inizia a salire verso la Cima Coppi della giornata, saranno 12 Km impegnativi, quasi tutti sotto un bel sole; una intelligente quanto breve sosta subito all’inizio alla fontana ci permetterà di disporre dell’acqua sufficiente.

Pedaliamo con relativa tranquillità; superfluo dire che i passi sono diversi, Mattia è molto più lento. Perciò spesso lo devo aspettare… (Com’è venuta? State ridendo?).

La strada non è mai proprio piana, c’è sempre qualche salitina dopo una curva, dopo un rettilineo; dal 30° km si inizia a salire verso la Cima Coppi della giornata, Sella Chianzutan: saranno 12 Km impegnativi, quasi tutti sotto un bel sole; una intelligente quanto breve sosta subito all’inizio alla fontana ci permetterà di disporre dell’acqua sufficiente.

Mantengo il mio passo calibrando le forze per completare tutta l’ascesa; Mattia mi sta vicino e mi accompagna, dandomi un riferimento importante; mi lascerà solo per fare in solitaria gli ultimi 3 Km.

Mi tocca dire, tuttavia, che, pur appaiati, usiamo differenti rapporti: io cortissimi, lui da sprint.. eeehhh, pazienza.

Incrociamo qualche ciclista, un paio di auto e diverse moto. In sommità, raggiunta devo dire senza eccessivi patemi, breve sosta, bevuta salutare e via in discesa. Notiamo come il fondo stradale sia buono, nonostante strade di non primaria importanza.

La discesa è piacevole e non troppo impegnativa; la velocità arriva facilmente intorno ai 70 km orari e la brezza che si incontra dà un giusto refrigerio.

Scendendo, sulla destra lo specchio del Lago Verzegnis e poi ancora discesa sino alla periferia di Tolmezzo. A fianco di una cartiera svolazzano all’aria lunghi pezzi di carta che approfittano della libertà concessa nel fine settimana.

Ancora lieve pendenza favorevole per puntare al Lago di Cavazzo, che affianchiamo sulla bella strada a ovest – destra lago. Si fila via veloci ma io comincio a sentire i primi 70 Km. Qualche “carbo” in più avrebbe fatto comodo, vero Mattia? Comunque il baldo giovane si prende carico della mia fatica e tira per 5-6 km; lo tengo, salvo perdere qualche metro ogni volta che la strada ha una puntatina all’insù. Beviamo quando possiamo sostando presso un paio di fontane.

L’aiuto del mio gregario dà i suoi frutti ed un po’ mi riprendo. Dopo il lago è il Tagliamento a farsi vedere più sotto. E come sempre di acqua ce n’è poca. Lo attraversiamo sul lungo ponte dalle parti di Cornino.

Superiamo gli 80 km e la fine si sta profilando ma ecco che una strada chiusa ci obbliga a cercare un diverso passaggio. A occhio, che ormai siamo esperti, puntiamo verso sud: decidiamo di proseguire per 3-4 km e di buttarci verso destra per tornare sulla retta via.

Lo facciamo dalle parti di San Daniele e dopo un po’ riconosciamo i paesaggi. Ancora saliscendi, brevi, ma ora faticosi.

Qualche moto ancora ci sfila via, un paio di ciclisti ci tagliano l’aria per qualche centinaio di metri.

Riattraversiamo il Tagliamento, breve il ponte, stavolta, per affacciarci nell’abitato di Pinzano. Rivediamo il bar dove al mattino abbiamo preso il caffè e iniziamo l’ultima parte.

Lunghi rettilinei un filino in discesa. Ancora una decina di km e arriviamo. Gli ultimi 3 li facciamo un po’ distaccati, che io perdo le ruote di Mattia nell’ennesimo strappetto e rimango a distanza.

Ormai siamo a Spilimbergo, attraversiamo il centro e raggiungiamo il parcheggio.

Stanchi, più io che Mattia a dirla tutta, ci complimentiamo a vicenda e tiriamo il fiato.

Un bel giro, un bell’allenamento che merita un bel pranzo: un tramezzino alla PAM… Beh, siamo vicini a casa, cosa vuoi fare?

Alla prossima!

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2 Risposte a “Sella Chianzutan”

  1. Fa piacere sapere che avete ripreso “l’attività”.
    Non ne so il motivo ma, quando sento parlare delle belle strade del Friuli, mi sento coinvolto. Ricordi? Emozioni di un tempo? Mah!
    Sta di fatto che si leggono con entusiasmo le vostre uscite. E sorrido di quella semplicità con cui si parla di “centoni” che poi sono “chilometri da macinare” mica….euri !!.
    Ma si sa, come in tutti gli sport l’entusiasmo è il miglior carburante!! Beh, anche il fatto di avere davanti una “locomotiva” aiuta assai !!
    Rimane l’argomento pile, oramai onnipresenti in tutte le attività umane…

  2. Devo dire che Mattia mi sta trascinando, non solo restando nella sua scia. Spesso mi dico che farei anche da solo ma credo che talvolta prevarrebbe la pigrizia.
    I “centoni”, non in Euro ma di pedalate, come dici, sono una conquista, fatta con il tempo: mi sembravano tanti qualche anno fa, un traguardo difficile da raggiungere, una meta una tantum; ora invece sono “solo” un lungo. Certe cose, mi sono convinto, si raggiungo prima ancora con la testa che con il fisico. Ho sempre in mente di fare una maratona, 42 Km e rotti, ma per questa devo lavorare ancora un bel po’!

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