Altro giro altra corsa, dicevano una volta alle giostre, e forse lo dicono ancora. Ma da un po’ non frequento più posti come questi che durante l’infanzia erano un desiderio per lo più irrealizzabile.
La giostra ora si chiama bdc, bici da corsa, che con una certa regolarità si riesce a far girare.
Come lo scorso 8 marzo, al solito con Mattia (in effetti sono andato un po’ lungo nella redazione).
Si decide di non spostare l’auto e di partire da casa. Percorso previsto 80 Km, un medio che a questo punto della stagione ci sta, con destinazione Sequals. Percorso sostanzialmente pianeggiante.
Da Pordenone, a memoria, la strada tende a salire leggermente con regolarità, ma va bene.
Una successiva valutazione-suggerimento di Mattia ci fa propendere per un passaggio a Spilimbergo, già visitata lo scorso anno, via Valvasone. E così facciamo.
La giornata è bella, il sole scalda, temperatura 20° gradi. Pantaloni corti.
Si pedala di buon passo, poco sopra i 30 orari dirigendoci verso San Vito e puntiamo Valvasone, che superiamo per giungere a Spilimbergo. Qui pausa in una piazzetta per un gradevole caffè e foto ricordo presso gli sportelli di un noto istituto bancario.
Ripartiamo sfilando per il centro ma poco dopo, letto il contachilometri su 45 fatti, decidiamo di fare una mini sosta per una una barretta.
In meno di 10 Km arriviamo a Sequals ma evitiamo il “centro” e scendiamo verso sud lungo la “direttissima”, la SR 177; leggera pendenza stavolta negativa, cioè si scende (checchè ne dica il mio Garmin); la velocità sale ma non troppo, dato che un fastidioso vento contrario ci rallenta (strano che all’andata non l’avessi percepito così netto…).
Decidiamo di prendere verso Cordenons per poi puntare diritto verso casa e per far ciò dobbiamo guadare il Meduna: non c’è un filo d’acqua ed i due tratti si strada bianca sono molto polverosi. Leggiamo dopo che si tratta del Guado di Murlis, che dalle auto che incrociamo intuiamo sia praticato regolarmente, salvo in occasione di piene per le quali viene chiuso (informarsi se si prevede di passare di lì).
Il traffico cittadino di Cordenons ci fa rallentare; migliorano le cose quando ci avviamo verso Fiume. Qui cerchiamo da bere, che non fa caldissimo ma le borracce si sono svuotate. A Cimpello ne troviamo ben due e ci fermiamo alcuni minuti per una sosta ristroratrice.
Ripartiamo. Ora i Km fatti sono 90 ed un po’ di pesantezza nelle gambe c’è. A occhio ne mancano una ventina, ma con borracce piene e dopo aver sbranato un paio di barrette siamo pronti.
La pedalata è fluida, i cambi regolari e la velocità ne beneficia; Azzano Decimo sfila sotto le ruote ed in sorprendentemente breve tempo raggiungiamo Portogruaro. Evitiamo di deviare come al solito verso Summaga, con un pizzico di fantasia potrete comprenderne il motivo, e dritti dritti arriviamo a casa.
115 Km e 20 dam (decametri) ci dice il Garmin: bene, il primo centone della stagione è fatto!
Pareva più dura ma tutto sommato direi che ce la siamo cavata più che bene.
Godetevi ora qualche immagine della giornata.
Alla prossima!









Tanto per non fare confusione, vista la mia obsoleta cultura multimediale e il mio sempre incerto approccio con il web, ho cominciato leggere i tuoi report…dall’ultimo !
Sarà per i bellissimi luoghi, sarà per lo stile con cui è descritto il “tour”, il fatto è che mi ci sono ritrovato. Come se avessi partecipato anch’io a questo bello e lungo percorso. Mi pare quasi di sentire le gambe un po’ stanche… Sarà l’età!
La narrazione così viva e coinvolgente dei luoghi e dei paesi mi ha fatto venire alla mente proprio un guado sul Meduna (dove non ricordo) fatto tanti, ma tanti, anni or sono di ritorno da un “giro turistico in bici” in Carnia e la dolce piacevole impercettibile discesa della pianura.
Al prossimo report! Grazie a Max e alla locomotiva Mattia.