Un bel lungo, con un pizzico di salita
Un po’ frenati o fregati dalla previsioni meteo, con Mattia “meteopatico”, nel senso che soffre se il clima non è come dice lui, saltiamo una uscita sulle Dolomiti al sabato – comunque pedaliamo in sessioni distinte – e compensiamo con un lungo domenicale.
Senza salite montane, ma con pendenza regolare da Pordenone in poi e poco più di un chilometro, più o meno, piuttosto ripido, dato che leggo anche un 16% sul Garmin e mai sotto il 9%.

Eravamo saliti qui nel 2023, e Mattia legge un secco miglioramento. Devo dire che anch’io ho notato una minor difficoltà, e la cosa mi fa piacere. Non compare in questo blog la precedente uscita, se ricordo bene fatta con partenza da Vigonovo. Stavolta la partenza è da casa, quindi con maggior soddisfazione.
Partiamo alle 8 e mezza del mattino, orario inconsueto e pedaliamo con media superiore ai 30-31 orari. Pausa ad Aviano per il caffè; 4 avventori adulti, un bebè ed un cane parlano in americano (no, bebè e cane no) ci rimandano alla recentissima azione USA vs Iran. Sono brutti tempi.
Riprendiamo rinvigoriti: il caffè e l’acqua di una fontana ci hanno rinfreascati; la temperatura è di circa 32-33 gradi, non pochi.
Saliamo al santurio, breve sosta per un altro rinfrescamento. Se qualcuno avesse dubbi stia tranquillo: non sono arrivato prima di Mattia.
Quando sono arrivato un ciclista passa vicino a The Locomotor e guardando la bici gli chiede dove sta la batteria. Chiedo spiegazioni a Mattia che mi dice di averlo superato ad alta velocità… A me non capiterà mai…
Scndiamo e per puntare al target 100 km guido io verso Castel d’Aviano per poi tornare ad Aviano, passando dietro all’aeroporto. Poi discesa leggera ma regolare verso Pordenone e poi per la stessa strada via Azzano puntiamo verso casa. Acqua, che ce n’è bisogno (siamo a 34-35 gradi poco dopo le 12) ne troviamo al Cimitero di Villotta. E poi si riparte.
Abbiamo consumato poco tra barrette e gel: io bevo anche molto meno di Mattia così gli cedo un po’ dei miei sali disciolti in acqua. Lo registro come buona condizione, ma diciamo pure che ad ogni occasione possibile si beve da fontane e ci si bagna.
L’andatura è buona, e a Cintocaomaggiore Mattia, udite udite, rallenta. Diminuiamo leggermente, tiro io, e ci dirigiamo verso Summaga. Nel frattemo Mattia si riprende. Da qui a casa è un attimo e soddisfatti, e tutto sommato non troppo stanchi ci mettiamo con i piedi sotto al tavolo a gustarci una favolosa pasta fredda. Alle Dolomiti pensiamo tra 7 giorni.
A presto!







Mi fa pensare e riflettere (e non dico le conclusioni) il fatto che siate più veloci voi a fare le vostre frequenti e sorprendenti uscite che il sottoscritto a scrivere un po’ di parole con le mie impressioni (sono rimasto a quella di Gemona…)
Mi sorprende tra l’altro la grande conoscenza topografica che avete dei luoghi !! E’ sempre un piacere leggere la cronaca vivace delle vostre lunghe pedalate !!